6 marzo 2026, Firenze

Nazionale

8 marzo, l’associazione delle imprenditrici: “Senza donne nei luoghi delle decisioni, il mondo resta ostaggio della logica del più forte”

Giachetti, presidente di Aidda: “La parità non sia un rito, è necessità per l’equilibrio e la sopravvivenza delle nostre comunità”

“Festeggiamo l’8 marzo, ma la parità non deve essere un rito: è una necessità concreta e urgente. In uno scenario internazionale segnato da un’evoluzione dei conflitti senza precedenti, tale da mettere in discussione la sicurezza della vita delle nostre comunità, non possiamo continuare ad affidarci a modelli decisionali dominati quasi esclusivamente dalla logica dello scontro e della forza”.

A dirlo è Antonella Giachetti, presidente nazionale dell’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda, in vista della Giornata internazionale della donna.

“Sono troppi i tavoli negoziali a livello planetario su questioni che hanno a che fare con la vita di milioni di persone senza una sola presenza femminile. E’ necessario assumere consapevolezza che l’assenza di uno sguardo di valorialità femminile equilibrato e plurale nelle sedi del potere produce  l’affermazione della sola legge del più forte e dei soli interessi economici. Quando prevale la legge del più forte e dell’interesse economico, la legge della vita è tradita – dice Giachetti – l’escalation diventa pericolosa e compromette la sopravvivenza delle nostre società”.

“La parità non è soltanto una questione di diritti o di differenze retributive, che restano comunque temi aperti, ma una condizione per costruire scelte più lungimiranti, capaci di generare prosperità e di ridurre i conflitti. Il contributo femminile nei processi decisionali – nota la presidente di Aidda – è una risorsa strategica per lo sviluppo delle nostre comunità, dell’economia e per la qualità della convivenza civile”.

“Se vogliamo dare senso all’8 marzo dobbiamo avere il coraggio di acquisire una volta per tutte la generale consapevolezza che c’è la necessità di affermare valori femminili nelle sedi delle decisioni strategiche, per trovare una via d’uscita alle sfide che abbiamo davanti. Cominciamo ad assumere questo nuovo paradigma di pensiero nelle aziende e nelle istituzioni, ripensando i modelli organizzativi e valorizzando competenze e merito senza penalizzazioni indirette, ma anzi con la precisa volontà di aiutare la concreta partecipazione delle donne a dare il loro contributo. Solo così la parità diventa un fattore strutturale di equilibrio e di futuro”, conclude Giachetti. 

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