“È un segnale importante che il Governo metta al centro della riflessione sul turismo i territori meno conosciuti del Paese, i borghi, le aree interne, le montagne e le isole minori: è da qui che può nascere un modello di sviluppo più armonico, capace di generare valore economico, coesione sociale e qualità della vita”.
A dirlo è Antonella Giachetti, presidente di Aidda, l’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda, commentando la terza edizione del Forum Internazionale del Turismo, iniziata oggi a Milano e dedicata al tema dell’undertourism e alla valorizzazione delle rotte meno conosciute dell’Italia.
“Registriamo con favore – prosegue Giachetti – che istituzioni, operatori e territori stiano convergendo su una visione che supera la logica della concentrazione dei flussi turistici, per aprire una fase nuova, in cui il turismo diventa leva di riequilibrio territoriale, contrasto allo spopolamento e rigenerazione economica e sociale delle comunità locali, ma anche strumento di evoluzione delle forme di turismo ‘predatorio’ che affliggono i grandi attrattori”.
“È una direzione che come Aidda abbiamo da tempo indicato come strategica e in merito alla quale abbiamo organizzato due convegni, nel 2021 e nel 2024, promuovendo una riflessione sulle modalità di valorizzazione, in chiave di turismo esperienziale, delle infinite risorse culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche di tutti i territori italiani come strumento capace di generare crescita economica, benessere delle persone e vitalità dei territori – spiega Giachetti –. Crediamo in un turismo che non consumi i luoghi, ma li accompagni nel loro sviluppo, un turismo che metta in relazione cultura, paesaggio, identità produttive e qualità della vita e che offra opportunità concrete soprattutto alle piccole e medie imprese e all’imprenditoria femminile”.
“Investire su rotte turistiche meno note significa costruire veri progetti di sviluppo economico-territoriale, in grado di attivare filiere locali, valorizzare il patrimonio culturale e ambientale, rafforzare i servizi di prossimità e creare lavoro stabile anche oltre la stagionalità – prosegue la presidente di Aidda –. È in questi contesti che possono nascere micro-sistemi economici sostenibili, capaci di trattenere popolazione, attrarre nuove energie e offrire alle donne maggiori possibilità di conciliazione tra lavoro, impresa e vita familiare”.
Aidda sottolinea infine che perché queste intenzioni possano tradursi in risultati concreti è necessario dotarsi di strumenti adeguati e di una governance stabile. “Occorre passare dalla visione all’azione – dice Giachetti – attraverso forme strutturate di collaborazione tra imprese, università, terzo settore e istituzioni pubbliche, capaci di progettare e realizzare nel tempo veri percorsi di sviluppo territoriale”.
Un approccio che, secondo Aidda, passa anche dalla creazione di soggetti permanenti a livello regionale, in grado di mettere a sistema competenze diverse e di gestire in modo efficace risorse pubbliche e private, dai fondi europei ai programmi nazionali, con una prospettiva di medio-lungo periodo. “Solo partenariati solidi e continuativi possono dare vita a modelli di sviluppo duraturi, capaci di generare prosperità economica, coesione sociale e nuove opportunità per i territori oggi più fragili” conclude Giachetti.
