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EMERGENZA COVID-19: IL CONTRIBUTO DI AIDDA PER FAR RIPARTIRE L'ITALIA

 
 
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EMERGENZA COVID-19: IL CONTRIBUTO DI AIDDA PER FAR RIPARTIRE L'ITALIA
di SEGRETERIA NAZIONALE - mercoledì, 25 marzo 2020, 14:50
 

EMERGENZA CORONAVIRUS: A RISCHIO SISTEMA ECONOMICO E IMPRENDITORIALE.  IL CONTRIBUTO DI AIDDA

Firenze 24.03.2020

L’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda è certamente consapevole del momento emergenziale che l’Italia sta vivendo. Tutte le imprenditrici e le professioniste aderenti si stanno impegnando quotidianamente con le proprie imprese e nelle proprie attività nel rispettare le indicazioni stabilite dal governo, dalle regioni e dai comuni per garantire il massimo rispetto degli standard di sicurezza e della salute di tutti i lavoratori. Non dimentichiamo che le donne possiedono quasi il 22% di imprese italiane e producono 290 miliardi di Pil all'anno. Non è una realtà marginale. Oltretutto, proprio molte aziende guidate da imprenditrici, hanno deciso di rimodulare la propria produzione, realizzando beni essenziali (come mascherine, gel per l’igiene delle mani, etc), in queste settimane di emergenza coronavirus. In questo contesto, difficile per tutti gli italiani, Aidda vuole dare il proprio contributo in un periodo che certamente rivoluzionerà il tessuto economico e sociale. Riconosciamo lo sforzo che, tra mille difficoltà oggettive, le istituzioni nazionali e regionali, a partire dal governo, hanno profuso. Apprezziamo anche il confronto apertosi tra i diversi soggetti politici e istituzionali con le parti sociali e che a livello europeo finalmente si siano viste delle iniziative congrue con l’allentamento delle regole del patto di stabilità e sugli aiuti di Stato. A livello nazionale pochi giorni fa è stato previsto un decreto legge che, tra qualche giorno, inizierà il proprio iter parlamentare per essere convertito in legge. In tal senso anche Aidda vuole dare il proprio punto di vista avanzando una serie di osservazioni sia sul decreto Cura Italia, sia sui necessari prossimi provvedimenti economici che dovranno contenere interventi strutturali. 

PROVVEDIMENTO “CURA ITALIA” E NECESSITA’ DI INTERVENTI STRUTTURALI

Osservazioni su Decreto Cura-Italia: partendo dalla consapevolezza che il provvedimento emanato possa essere considerato solo come un primo intervento di emergenza di carattere più finanziario che economico-aziendale e quindi solo un intervento in attesa di poter mettere a punto un ampio intervento di tipo strutturale, riteniamo:

1- fuori da ogni logica o comunque sostanzialmente inutile lo slittamento di soli 4 giorni dell’obbligo dei versamenti per i soggetti con fatturato superiore a € 2 milioni e non rientranti fra i “soggetti colpiti direttamente dalla emergenza”;

2- insufficiente, per tutti i soggetti a cui viene concessa la sospensione dei pagamenti scadenti dal 8 marzo fino al 30 aprile, sia il periodo di sospensione, ma soprattutto la data dalla quale deve iniziare il pagamento delle somme sospese (dal 31 maggio); riteniamo che il pagamento delle somme sospese dovrebbe essere rateizzato a partire dal 1 gennaio 2021 per la considerazione che la normalità operativa delle aziende sarà compromessa più o meno fino alla fine dell’anno, soprattutto per la maggior parte delle attività produttive italiane colpite direttamente e indirettamente dall’emergenza (pensiamo a tutte le attività collegate al settore turistico che, forse, rivedranno iniziare di nuovo una qualche forma di movimento turistico - e comunque in forma ridotta – solo dal settembre/ottobre); 

3- insufficienti anche le misure per il sostegno finanziario delle imprese, ritenendo che le sospensioni di pagamento e la impossibilità di revoca delle aperture di credito dovrebbero avere effetto almeno fino al 31 dicembre se non oltre per le stesse ragioni (indicate al punto 2);

4- insufficienti le previsioni peri lavoratori autonomi e partite IVA che rimangono in posizione discriminata rispetto ad altri lavoratori.

Necessità di interventi strutturali: prendendo consapevolezza che quando usciremo dall’emergenza sanitaria ci troveremo davanti una situazione economica dalle caratteristiche post-belliche, invitiamo a riflettere sull’enorme massa di perdite che le aziende subiranno e indichiamo, in particolare:

A- necessità di forti investimenti infrastrutturali (ormai i vincoli europei si stanno allentando) da parte dello Stato anche finalizzati a supportare la riconversione di un sistema economico in chiave sostenibile, un sistema economico che necessariamente uscirà diverso da questa emergenza, gli interventi potrebbero riguardare sia investimenti direttamente effettuati dallo Stato, sia aiuti diretti o indiretti alle imprese che possono intraprendere importanti riconversioni nel loro processo interno, determinando mutamenti altrettanto rilevanti nell’intero sistema;

B- potente intervento dello Stato in “alleanza” con il settore privato per la salvaguardia e la ristrutturazione di aziende di natura strategica per l’Italia (ILVA, Alitalia …)

C- misure di temporaneo aggiustamento delle disposizioni sulla perdita del capitale delle imprese e sull’operatività degli indici della crisi per non mettere fuori dal sistema realtà che fino ad ora erano fuori dall’applicabilità di tali previsioni e lo sono diventate per effetto della emergenza per un periodo che potrà essere più o meno lungo. Vogliamo suggerire di considerare l’intero comparto delle imprese a rischio di default per effetto dell’emergenza, come un patrimonio del nostro Paese da preservarsi, come un enorme avviamento di risorse, know how e organizzazione a rischio di dissoluzione, a cui dare sicurezza e supporto sia con linee di credito specifiche, ma anche, non ultima, con la possibilità da parte dello Stato di entrare per un periodo limitato nel loro capitale per risolvere ogni problema di perdita di patrimonio.

D- Una azione di pressione da parte delle nostre Istituzioni nazionali e regionali, finalizzata alla semplificazione dell’accesso e della rendicontazione inerenti i Fondi Europei che troppo spesso non vengono utilizzati per la troppa complessità nelle procedure lasciando inutilizzate grandi risorse finanziarie che in questo momento potrebbero dare un impulso forte alla riavvio del sistema.

Misure a sostegno delle donne e della uguaglianza di genere: in questa fase emergenziale Aidda auspica che si tenga conto delle implicazioni di genere che la quarantena può comportare sia in termini di maggiore rischio di violenza di genere, sia di pregiudizio lavorativo nei confronti di quelle donne che comunque assommeranno al tentativo dello smart working le attività di cura e di assistenza della famiglia, prevedendo maggiori risorse per la protezione e l'assistenza dalla violenza di genere. A queste misure si dovranno aggiungere anche iniziative post emergenziali per ridurre al minimo gli impatti negativi della pandemia di COVID 19 sul genere e proseguire nel raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda Onu per lo sviluppo sostenibile 2030.


AIDDA, fondata nel 1961 a Torino, presieduta attualmente da Maria Claudia Torlasco, è la più autorevole organizzazione e punto di riferimento per le donne con ruoli di responsabilità nella struttura economica italiana ed è la prima associazione italiana nata con l’obiettivo di valorizzare e sostenere l’imprenditoria al femminile in Italia. AIDDA oggi apporta una preziosa prospettiva femminile nella trasformazione della società e fornisce strumenti e servizi d’eccellenza grazie ai quali affermarsi come un vero e proprio valore aggiunto, sia nel contesto professionale che in quello sociale. AIDDA fa parte del network mondiale FCEM (Femmes Chefs d’Entreprises Mondiales) e con la sua Vice Presidente Nazionale vicaria Antonella Giachetti, partecipa alle riunioni internazionali del Women20 (W20), gruppo di interesse della società civile che elabora proposte di indirizzo sulla parità di genere e l’empowerment per i leader dei paesi membri del G20.