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La parola alla Presidente Stampa E-mail

 

Laura Gucci

Si continua a vedere uno scenario dominato dall’incertezza; esportazioni, investimenti crollano, si assiste ad un aumento della cassa integrazione che inizia a produrre licenziamenti.
Si prospetta un duemiladieci di crisi occupazionale perché le PMI hanno esaurito le scorte e il sistema creditizio non risponde secondo le aspettative.
Si rischia che molte imprese escano dal mercato, soprattutto le medie e le piccole.

Si lavora alla riduzione dei costi e a incrementare il cash flow, con ristrutturazioni forti, si cedono segmenti di business in perdita.
Risultano premiati i player che hanno realizzato con immediatezza le azioni di emergenza anti crisi. Oggi le imprese appaiano divise in due gruppi quelle che hanno alta performance e quelle che stentano a superare il quotidiano. La crisi oggi sta battendo forte su negozi, ristoranti e supermercati.

La ripresa è fragile, come ha detto pochi giorni fa il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nel suo ruolo di presidente del Financial stability board (Fsd). Draghi ha condiviso con le Ue la debolezza della ripresa, la fragilità del sistema bancario e l’urgenza di mettere sotto controllo la speculazione finanziaria.

La crescita nei paesi sviluppati appare lenta, mentre i deficit governativi sembrano rimanere alti o, addirittura in crescendo forse addirittura fino al primo semestre 2011.
Nel nostro paese la popolazione, tendenzialmente anziana, crea un consistente aumento di costi di spesa sanitaria e pensionistica. I nostri giovani hanno difficoltà a collocarsi nel mondo del lavoro anche se il paese ha forte necessità di trovare nuove energie e nuovi stimoli, la ricerca appare sempre più lontana dal tessuto nazionale composto da piccole e medie imprese: sembra esserci una differenza reciproca che deve essere superata nel brevissimo per uscire da una mentalità stagnante e produrre rinnovamenti dei cicli produttivi ed ideativi.

Appare necessario ripensare a quali sono le nuove opportunità dei mercati per trasformare il vecchio modello di business in uno nuovo in un periodo di sovraccapacità produttiva, dove la pressione sui prezzi è quanto mai prima agguerrita e la competizione aumenta. Si assiste anche ad un calo del desiderio degli acquisti che, sommato alla minore capacità economica di tutti, fa ulteriormente contrarre i consumi.

Occorre trovare il coraggio di ripensare al nostro sistema puntando a favorire investimenti proiettati al futuro, all’innovazione ed alla tecnologia, senza trascurare un necessario adeguamento formativo, alla possibilità di aprire nuovi mercati anche per i piccoli, che da soli non ce la possono fare, nello sveltire una burocrazia eccessiva ed inutilmente onerosa, nell’aumentare la competitività delle imprese italiane per far ripartire l’economia nel suo insieme.

Per questo ci auguriamo che i governatori neoeletti nelle nostre regioni vogliano portare avanti le azioni intraprese dalla Ue e dal governo di “small business action”.
Interventi di cui tutti noi abbiamo necessità, che speriamo vengano realizzati con quella velocità con cui le aziende hanno saputo attuare i piani interni di ristrutturazione.
Affinché le nostre imprese tornino a produrre valorizzando l’eccellenza di maestranze molto capaci e per proseguire la storia di quelle tante imprese che, seppur piccole, hanno fatto grande il nostro paese nel mondo intero.

 

PRESIDENTE NAZIONALE
Laura Frati Gucci

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Maggio 2010 09:00
 
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