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La parola alla Presidente PDF Stampa E-mail
Scritto da Aidda Roma   
Venerdì 01 Gennaio 2010 00:00

Laura Gucci

Usciamo con un nuovo numero della nostra rivista, ma non possiamo trascurare di soffermarci sul complesso momento economico che le nostre aziende e tutte noi viviamo.

I dati sono allarmanti ed assai più cupi delle notizie che i media hanno riportato negli ultimi mesi. Ancora in calo i consumi degli italiani: in luglio del 2.6% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso e dello 0.4% rispetto su giugno.

La flessione per gli alimentari è del 2.1% mentre per i non alimentari è del 2.8%. «Il dato è particolarmente sfavorevole per la piccola distribuzione – sottolinea lo studio dell’Istat -, per la grande distribuzione c’è un calo contenuto».

Non a caso, nei primi sei mesi dell’anno l’Italia ha perso ben diecimila negozi: il rapporto Movimprese, curato da Unioncamere, segnala la chiusura di 36.798 negozi, solo parzialmente rimpiazzati dalle 26 mila nuove aperture.

Il crollo è stato piú forte del primo trimestre dell’anno, mentre nel periodo aprile-giugno il saldo tra negozi chiusi e nuove aperture è stato praticamente pari a zero.

La contrazione dei consumi al dettaglio è più accentuata fra gli esercizi specializzati non alimentari (-5,2%), rispetto a quelli alimentari (-2,2%). Stazionari invece i non specializzati (ipermercati, supermercati e grandi magazzini) che fanno segnare un +0,1%.

Per il settore non alimentare, le difficoltà maggiori si registrano per le vendite di prodotti per la casa ed elettrodomestici (-7,2%) e dell’abbigliamento e accessori (-6,1%).

Il mondo del turismo incoming è in crisi. Dati negativi anche per quel che riguarda l’indagine sulla congiuntura manifatturiera: l’andamento della produzione industriale registra nel secondo trimestre una diminuzione tendenziale del 22,5%.

Peggiorano anche il fatturato (da 21,3% a 24,5%) e gli ordini interni (da -20,7% a -21,7%) mentre quelli esteri passano da -18,4% a -17,9%.

Tuttavia, rispetto al trimestre precedente, la diminuzione risulta meno accentuata: la produzione passa da -18% a -3,7% e il fatturato passa da -15,3% a -4,4%.

I settori nei quali si è avuto un rallentamento della caduta della produzione sono l’alimentare (-4,4%), le calzature (-20,5%), pelli e cuoio (-24,1%), il legno e mobilio (-16,6%), la chimica (-15,8%) e i prodotti non metalliferi (-21,3%); i settori che hanno invece accentuato la loro caduta sono l’elettronica (-17,5%), l’abbigliamento (-18,2%), il tessile (-19,9%), la meccanica (-24,4%), i metalli e prodotti in metallo (-28,8%) ed i mezzi di trasporto (-33,3%). 

E le previsioni per fi ne 2009, se non ci saranno nel frattempo forti inversioni di tendenza o forme di incentivo pubblico per far ripartire i consumi, sono ancora piú fosche: si stima che circa 50mila esercizi commerciali rimarranno vittime della crisi entro dicembre. Il sostegno ai consumi è fondamentale: ecco perché proponiamo interventi mirati per uscire dalla fase recessiva come la detassazione delle tredicesime, il prolungamento della moratoria dei debiti per le imprese, dei segnali chiari sugli studi di settore anche per il 2010 e incentivi per investire ed evitare il rischio usura.

A dicembre la «fase due» della manovra in atto per verificare la risposta del governo, che vuole aspettare di vedere l’andamento del gettito dell’autoliquidazione di novembre e soprattutto gli incassi dello scudo fi scale. La fase due, che dovrebbe caratterizzare l’azione del governo nel 2010, dovrebbe arrivare con un decreto ad hoc, che potrebbe contenere misure attorno ai 5 miliardi.
In caso di maggior gettito, il governo potrebbe arrivare fino a quota 7 miliardi, per il rilancio dei consumi e delle attività produttive. Nel dettaglio, si parla di un’operazione di alleggerimento del secondo livello di contrattazione, di interventi fi scali a favore delle fasce piú deboli, dell’estensione della social card e del decollo del piano casa.
Poi c’è la partita dei contratti pubblici e gli interventi per scuola e Università, oltre al finanziamento delle spese inderogabili, come le missioni militari all’estero.

Le nostre imprese sono “strette” da un credito bancario che non assicura quella necessaria assistenza ad un momento così complesso.

Molte le manovre allo studio ed in via di attuazione come i voucher lavoro che “tentano” di eliminare il sommerso, cioè il lavoro nero. Sacconi ha ideato un progetto semplice e funzionale che invito tutte voi a voler “provare” per togliere, o almeno ridurre, uno dei grandi mali del nostro paese.

Un male subdolo che sembra farci risparmiare qualcosa fi nchè poi non affossa noi, le nostre imprese e i nostri dipendenti. Ma non perdiamoci d’animo abbiamo destinato la raccolta fondi a favore dell’Abruzzo ad un bellissimo progetto: AIDDA darà il capitale sociale ad una azienda.

Faremo un concorso per idee progettuali nuove e la vincitrice potrà realizzare il suo sogno d’impresa col nostro capitale. Conto sulla collaborazione effettiva delle delegate tutte affinché si possa portare un risultato che contrasti con quanto ho letto mercoledì sul Corriere: gli inventori sono quasi tutti uomini, fra i 45 e i 64 anni impegnati soprattutto nel settore farmaceutico e meccanico. Inoltre l’80% non è un libero professionista o un imprenditore ma un dipendente di imprese, università o centri di ricerca.

Chiudo con l’entusiasmo e l’energia necessaria di voler migliorare….perchè le grandi cose sono sempre state nei momenti difficili.
E allora……………avanti tutta!
Se è vero che per uscire dalla crisi si deve sempre più puntare sulla diversifi cazione le donne d’impresa, che risultano essere le maggiori creatrici di aziende del terziario e dei servizi innovativi, possono “collegarsi” per affermare che non vi sono “aspirazioni a quote” ma necessità di affermare diritti e competenze.

Nasce da qui il progetto AIDDA chi siamo: una raccolta di curricula di associate competenti e professionalmente qualifi cate che indirizzeremo ai Sindaci ed ai presidenti delle Province e delle Regioni, alla Camera ed al Senato ed alle varie commissioni. Abbiamo iniziato inserendo i curricula del direttivo sul sito, insieme a quelli già ricevuti dalle socie, nell’ottica di una “trasparente visibilità”.

AIDDA ritiene indispensabile muoversi su questo fronte affinché non si debba trovare un’altra sentenza del TAR per “dichiarare illegittima una giunta” in cui non ci sia nemmeno una donna. Vorrei sensibilizzare tutte le presidenti e le consigliere a questo tema e vorrei anche chiedere di sollecitare le socie delle vostre regioni ad “uscire” dalle aziende inviando il loro CV.

Sul nostro sito è scaricabile il formato europeo dei CV da compilare. Molte le cose fatte ma molte le cose da fare, ringrazio il direttivo con le 2 nuove vicepresidenti che già al lavoro sapranno presentarsi con i loro fatti e con il loro lavoro assai meglio che attraverso le mie parole.

Iniziamo subito la parte operativa del CN con concretezza cercando di esercitarsi sulla sintesi…io per prima che concludo brevemente e auguro a tutte un buon lavoro.

 

PRESIDENTE NAZIONALE
Laura Frati Gucci

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Gennaio 2010 11:54
 
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