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NAPOLI - AIDDA "Più sostegno da Stato a imprenditoria femminile". Imprese pronte anche per finanza alternativa.

 
 
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NAPOLI - AIDDA "Più sostegno da Stato a imprenditoria femminile". Imprese pronte anche per finanza alternativa.
di SEGRETERIA NAZIONALE - venerdì, 17 gennaio 2020, 10:40
 

napoliLe imprese italiane e quelle del mezzogiorno hanno bisogno di attrezzarsi per intercettare nuovi prodotti di finanza alternativa sempre più interessante e sempre più segmentata. Gli imprenditori devono però affrontare in modo rigoroso e professionale questo mondo. Non sempre il sistema bancario, pur rimanendo ancora centrale per il mondo imprenditoriale, riesce a soddisfare le esigenze e i progetti delle imprese. Nel corso del convegno "Piccole e medie imprese: evoluzione e finanza alternativa", presso la sede dell'Unione degli industriali di Napoli si è parlato anche di imprese al femminile. 

"Il tema dell'imprenditoria femminile sembrerebbe superato, in realtà non lo è. Accanto all'organizzazione familiare, occorre l'assistenza al mondo femminile dalla parte pubblica dagli asili nido al sostegno". Così la vice-presidente Unione industriali Napoli, Anna Del Sorbo, presidente delle Pmi, a margine del convegno dove erano presenti, tra gli altri, le vicepresidenti nazionali Aidda Marta Catuogno e Carla Delfino, la presidente della delegazione Campania di Aidda Concita De Vitto, il presidente Alsob, Lucilla Gatt e l'Ad Triboo Spa, Riccardo Monti e il responsabile Azimut Wealth management Campania, Gennaro De Pascale. "L'imprenditoria femminile - riprende Del Sorbo - deve essere centrale ed è legata fortemente alla cultura territoriale ma anche familiare. Le donne sono in gamba, devono solo sapere e comunicare meglio la loro forza nello svolgere tantissime attività in simultanea, il multitasking. Ci vuole molta formazione, le donne possono arrivare ai vertici aziendali se fanno un percorso di formazione serio".

 "Le donne - spiega Carla Delfino, vicepresidente Aidda, l'associazione italiana donne dirigenti d'azienda - hanno avviato quest'anno 6000 aziende in più degli uomini. Sicilia, Campania e Lazio sono leader dell'imprenditoria femminile, e sono le regioni che hanno creato più imprese. La voglia di imprenditoria c’è, bisogna rendere facile il percorso". Quali sono le richieste che vengono dal mondo dell'imprenditoria? "Ho parlato due giorni fa con il ministro delle Pari Opportunità Elena Bonetti, alla quale ho detto che adesso è il tempo che il governo si occupi delle imprenditrici che hanno problematiche diverse all'interno della categoria degli imprenditori rispetto ai colleghi uomini, come conciliare la vita familiare, il lavoro, l'azienda. Le aziende femminili italiane sono 1,3 milioni. Le imprenditrici producono 290 miliardi di Pil all'anno. Le donne possiedono quasi il 22% di imprese italiane. Non è una realtà marginale. I principali problemi sono la fiscalità, perché' come tutti paghiamo il 60% di tasse e la burocrazia. Un parrucchiere per aprire un salone deve fare 86 adempimenti. Se in Italia non ci rendiamo conto che dobbiamo snellire le pratiche, perché' le persone diventino imprenditrici, se si creano ostacoli, le imprese non si creano e il Pil crolla. Occorre uno sguardo di genere sull'imprenditoria. L'iniziativa di oggi nasce per considerare il passaggio generazionale da madre a figli, il nostro problema è che siamo imprenditrici e dobbiamo affrontare molte difficolta". 

Aidda - aggiunge Marta Catuogno, vicepresidente Aidda - raccoglie innumerevoli imprese al femminile che sono il motore dello sviluppo economico nazionale. Da napoletana ritengo che il mezzogiorno può essere il motore di questo ulteriore sviluppo che ci vedrà protagonisti nei prossimi anni. Le donne sono un valore aggiunto per lo sviluppo economico nazionale, bisogna dare spazio alle donne. Per le pmi la direzione è quella della competenza nel proprio settore sia in campo finanziario che settoriale anche con una menagerializzazione delle imprese anche più piccole che devono ricorrere ad uno sviluppo economico affidato a persone competenti sia in campo finanziario che di impresa, 'in un mondo ancora troppo bancocentrico', sottolinea Concita De Vitto, presidente della delegazione campana di Aidda.