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Nei media la voce delle donne

 
 
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Nei media la voce delle donne
di SEGRETERIA LAZIO - lunedì, 24 ottobre 2016, 10:43
 
Una giornata dedicata alle donne e alla loro capacità di comunicare nel mondo del lavoro. Ma anche una conversazione autorevole che ha visto impegnate allo stesso tavolo professioniste di grande competenza nei più svariati campi.
E’ stato questo il senso dell’incontro del 12 ottobre, “Musa, Manager.. ma sempre Donna”, organizzato da AIDDA Lazio ed ideato dalla socia Pina Foti, incentrato sul tema “Donne e Media nel XXI Secolo”.
In un contesto di forte coesione sono venute fuori e si sono analizzate insieme le ragioni più profonde della donna nel mondo del lavoro che si misura con il delicato strumento dell’universo mediatico. Sotto l’accurata regia della vicepresidente AIDDA Lazio Caterina Vagnozzi, che ha moderato il dibattito, e dopo i saluti di benvenuto della presidente di Delegazione, Matilde Bocca Salvo, le relatrici invitate al convegno hanno raccontato le loro personali esperienze. Nel campo della Diplomazia è intervenuta Paola Agresta, Dirigente del Ministero Affari Esteri; per il Giornalismo Emilia Costantini, Paola Ferrari (anche in veste di imprenditrice) e Christiana Ruggeri; per la Giurisprudenza il Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma, Simonetta Matone; per il mondo dell’Impresa Camilla Pollice, Direttrice Generale Saatchi & Saatchi Roma; per il mondo delle Istituzioni Graziella Rivitti del Mise, Consigliere Cug e Coordinatrice dei gruppi di lavoro “Rappresentazione di genere nei Media”; per la Stampa Estera la corrispondente di AP – Associated Press Tv, Trisha Thomas. Gli spunti che hanno acceso il dibattito durante l’incontro erano effettivamente moltissimi e tutti rilevanti. Nel giornalismo ad esempio, è forse vero che ci si trova ancora in un territorio maschilista? Inoltre l’accelerazione imposta dalle tecnologie costringe tutti ad aggiornamenti quasi istantanei, dunque anche la donna nella sua sfera impara a comunicare in un modo diverso.
Quanto all’universo della Giurisprudenza, Simonetta Matone ha dato la sua testimonianza: in termini numerici c’è una percentuale molto più alta di donne magistrato. Ma non altrettanto può dirsi per i ruoli apicali del settore. Constatazione che è stata confermata anche dalle altre relatrici nei loro rispettivi ambiti. Il confronto ha in definitiva messo a fuoco alcuni dei problemi che non consentono ancora alla donna l’affermazione nel mondo del lavoro al pari degli uomini. Tutto ciò ha naturalmente imposto delle inevitabili riflessioni: vi sono realmente pari opportunità nel mondo del lavoro? L’eventualità dell’errore è più grave se riguarda una donna? Sulla velocissima evoluzione dei media e sullo sforzo che quotidianamente si è costretti a fare per star dietro all’innovazione si è soffermata poi la giornalista americana di AP – Associated Press tv - Trisha Thomas, da anni impegnata a seguire nel nostro paese le cronache italiane e il Vaticano. “Era bello quando non venivamo rincorsi da twitter, instagram, Facebook etc – Ha detto sorridendo la Thomas – Nei giornali e nelle testate televisive eravamo costretti ad isolarci a lungo per seguire fatti di politica internazionale ma poi, magari dopo quattro giorni, avevi davvero tanto da dire e le informazioni uscivano come un fiume in piena. Ora si deve rincorrere il ritmo incessante dei social network. Che comunque nel giornalismo – ha concluso la Thomas - aiutano moltissimo”. Infine Camilla Pollice ha presentato uno spot prodotto da Saatchi & Saatchi girato in India. Un video molto significativo, nel suo intento di mostrare come può cambiare il concetto del quotidiano femminile grazie alla maggior disponibilità dell’uomo rispetto alle faccende domestiche, ma anche rispetto alla volontà maturata individualmente di supportare e mettersi in gioco accanto alla propria compagna di vita. Nel racconto della sua esperienza professionale, la Pollice ha tracciato anche la storia di una donna – musa e manager – che tende sempre a far convivere il proprio ruolo professionale con l’amore per la famiglia, senza trascurare mai le proprie personali passioni.