News del sito

Da "Corriere della Sera" on line - Emma Watson alle Nazioni Unite:«Ecco perché sono femminista»

 
 
Immagine COMUNICAZIONE AIDDA
Da "Corriere della Sera" on line - Emma Watson alle Nazioni Unite:«Ecco perché sono femminista»
di COMUNICAZIONE AIDDA - martedì, 23 settembre 2014, 02:00
 
La piccola Hermione di «Harry Potter» ha tenuto un discorso al Palazzo di Vetro in cui professa la sua convinzione che uomini e donne debbano essere uguali. Che Hermione fosse una ragazza tosta non c'era alcun dubbio. Ma ora l'attrice britannica Emma Watson, che nella saga di Harry Potter ha impersonato la piccola maga, parlando alle Nazioni Unite ha invitato uomini e ragazzi di tutto il mondo a unirsi al movimento per l'uguaglianza di genere. Con voce a tratti commossa ma determinata, Emma ha tenuto un discorso come ambasciatrice delle Nazioni Unite, diventato presto virale in rete al grido di #heforshe, movimento di solidarietà globale per promuovere i diritti delle donne e la parità tra i sessi. «Io voglio che gli uomini si prendano questo mantello (ereditino questa sfida, ndr). Così le loro figlie, sorelle e madri potranno essere libere da pregiudizi, ma anche i loro stessi figli avranno il permesso di sentirsi vulnerabili e recuperare quelle parti di sé che hanno abbandonato ritornando così ad essere completi», ha detto Emma parlando al Palazzo di vetro. A soli 24 anni Emma Watson, che di recente è stata vittima dell'hackeraggio del suo Cloud e ha protestato contro questa violazione della privacy, non ha avuto paura di dichiarare al mondo: «Ho deciso che ero una femminista quando a 14 anni alcuni organi di stampa hanno iniziato a dipingermi come un oggetto sessuale. Quando a 15 anni alcune mie amiche hanno abbandonato gli sport che praticavano perché non volevano apparire muscolose. Quando a 18 anni ai miei amici maschi non era permesso mostrare i propri sentimenti». Parole destinate sicuramente a far discutere. Ma che sono in linea con la svolta femminista dello star system americano e hollywoodiano. L'attrice rivendicando la parità di genere ha aggiunto: «Se gli uomini non devono essere aggressivi per poter essere accettati, le donne non si sentano in dovere di essere sottomesse. Se gli uomini non devono controllare, le donne non dovranno essere controllate». E ancora: «Se smettiamo di definire l'altro da ciò che non siamo e iniziare a definire noi stessi ciò che siamo - tutti possiamo essere liberi».

(Modificato da SYS-TEK S.R.L. - intervento originale effettuato il Tuesday, 23 September 2014, 02:00)